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Determinazione
della torbidità nelle acque superficiali.
(Metodo
con misurazione della luce diffusa).
GENERALITÀ
La
torbidità è il risultato della presenza di solidi sospesi nell’acqua.
Un intorbidamento dell’acqua è soprattutto un disturbo ottico. Però può
portare a delle conseguenze abbastanza rilevanti come il riscaldamento del
fiume dovuto all’assorbimento di calore delle particelle superficiali.
Il riscaldamento dell’acqua riduce il livello di Ossigeno Disciolto.
La
luce è un ingrediente primario per la fotosintesi clorofilliana e questa
riduzione può condizionare la vita delle piante acquatiche o addirittura
ucciderle: inoltre, la riduzione della sintesi clorofilliana provoca la
parallela riduzione dell’ossigeno disciolto. La combinazione di acque più
calde, meno luce e meno ossigeno disciolto rende impossibile la vita della
fauna ittica, e in particolare:
-
impedendo
lo sviluppo di larve e uova
-
modificando
i movimenti naturali e le migrazioni
-
riducendo
la quantità di cibo disponibile
-
provocando
danni meccanici alla struttura delle branchie
I
solidi che possono causare questo processo sono sabbia, argilla, materiali
organici depositati sul fondo del bacino idrico e anche materiali di
rifiuto.
PRINCIPIO
DEL METODO
Lo
strumento utilizzato per effettuare questo tipo di analisi è un
turbidimetro, ovvero un apparecchio ottico, che misura la diffusione della
luce e fornisce una misura relativa della torbidità in Unità di Torbidità
Nefelometriche (FNU oppure FTU).
Alternativamente
si può utilizzare il Disco di Secchi il cui principio è basato sulla
scomparsa del disco stesso per effetto della torbidità dell’area idrica
in esame.
I
limiti di questo metodo sono rappresentati dalla scarsa profondità e
torbidità del corso d’acqua, l’uso difficoltoso in torrenti con
grande velocità e turbolenza, in quanto il disco può essere spinto a
riva, impedendo una lettura accurata.
Le
misure del Disco di Secchi e quelle del turbidimetro si possono
uguagliare: l’uguaglianza è però grossolana.
Il
principio di funzionamento di un turbidimetro è comune a quello di tutti
gli altri metodi ottici esistenti; quando un fascio di luce attraversa un
mezzo contenente in sospensione una fase dispersa finemente, si possono
verificare due casi:
-
la
luce viene assorbita in modo rimarchevole e l’intensità del raggio
emergente ne risulta sensibilmente attenuata;
-
la
luce, per fenomeni di riflessione e rifrazione, viene notevolmente
diffusa dalle particelle in sospensione, originando la cosiddetta luce
di opalescenza.
In
realtà i due fenomeni coesistono sempre, ma la loro intensità risulta
sempre alquanto diversa. Quando il fenomeno dell’assorbimento prevale su
quello della diffusione (dispersione non estremamente fine) si valuta
l’entità dell’assorbimento prodotto sul fascio incidente della fase
dispersa effettuando così una misura turbidimetrica; quando, invece, il
fenomeno di diffusione è molto più intenso rispetto al precedente (fase
dispersa estremamente fine), allora si procede alla valutazione della luce
diffusa, misurata a 90° rispetto a quella incidente, effettuando così
una misura Nefelometrica.
REAGENTI
Tutti
i reagenti devono essere puri per l’analisi.
-
Acqua,
per la preparazione di soluzioni di riferimento.
Filtrare
500 ml di acqua distillata su filtro a membrana con dimensione dei
pori di 0,1 mm,
dopo aver avvinato e imbibito il tutto con 250 ml di acqua distillata
(poi da scartare).
-
Soluzione
di formazina
(C2H4N2).
a
formazina utilizzata è disponibile in commercio a 4000 FTU;
nel caso che non si dispone di uno standard già pronto si può
procedere nel modo seguente.
Disciogliere
10,0 g di esametilentetrammina (C6H12N4)
in acqua e diluire a 100 (Soluzione
A).
Disciogliere
1,0 g di solfato di idrazina (N2H6SO4)
in acqua e diluire a 100 (Soluzione
B).
AVVERTENZA:
il solfato di idrazina può essere cancerogeno (vedere scheda di
sicurezza allegata).
Miscelare
5 ml di soluzione
A con 5 ml di soluzione B.
Lasciare per 24 h a 25 °C ±
3 °C.
Quindi
diluire la soluzione a 100 ml con acqua.
La
torbidità di questa soluzione madre in unità Nefelometriche di
formazina FNU
o FTU
è 400.
Questa
soluzione è stabile per circa 4 settimane, se conservata al buio ad
una temperatura di 25 °C ±
3 °C..
-
Formazina,
soluzioni di riferimento.
Diluire
la soluzione madre con acqua usando pipette o matracci tarati per
ottenere soluzioni di riferimento con torbidità compresa
nell’intervallo di interesse. Queste soluzioni sono stabili soltanto
per una settimana.
SOLUZIONE
MADRE 4000 FTU: di formazina.
SOLUZIONE
FIGLIA 60 FTU: si prelevano 15,0 ml di soluzione madre e si diluisce a
1000 ml con acqua.
SOLUZIONE
3 FTU: si prelevano 5,0 ml di soluzione figlia e si diluisce a 100 ml
con acqua.
SOLUZIONE
6 FTU: si prelevano 10,0 ml di soluzione figlia e si diluisce a 100 ml
con acqua
SOLUZIONE
18 FTU: si prelevano 30,0 ml di soluzione figlia e si diluisce a 100
ml con acqua
SOLUZIONE
30 FTU:
si prelevano 50,0 ml di soluzione figlia e si diluisce a 100 ml con
acqua

APPARECCHIATURA
Lo
strumento utilizzato è un turbidimetro della HACH modello 18900 ma per
questa prova può essere utilizzato un qualsiasi spettrofotometro purché
sia conforme ai seguenti requisiti:
-
La
lunghezza d’onda della radiazione incidente deve essere 440 nm;
-
La
larghezza della banda spettrale, della radiazione incidente, deve
essere minore o uguale a 60 nm;
-
L’angolo
di misurazione, tra l’asse ottico della radiazione incidente e
quello della radiazione diffusa deve essere di 90° ±
2,5°
SCHEMA
A BLOCCHI DELLO STRUMENTO
-
SORGENTE
-
CELLA
PER IL CAMPIONE
-
RIVELATORI
(FOTOTUBI)
-
SISTEMA
DI ELABORAZIONE DEL SEGNALE
-
DISPLAY
ANALOGICO O DIGITALE
PROCEDIMENTO
Calibrazione
dello strumento:
Tarare
l’apparecchiatura, operando in conformità con le istruzioni del
fabbricante, usando soluzioni di riferimento di formazina.
Linearità
dello strumento:
Verificare
la linearità dello strumento, operando in conformità con le istruzioni
del fabbricante; tracciare un diagramma partendo da almeno quattro
standard di formazina preparati per diluizione da una madre.
Evidenziare
su un grafico i risultati ottenuti, mettendo sulle ascisse gli FTU trovati
e sulle ordinate gli FTU teorici. Confrontare il grafico con uno della
ditta produttrice e ripetere l’operazione a intervalli frequenti.
Campione:
Riempire
una cella pulita con il campione ben omogeneizzato ed effettuare
immediatamente la misurazione, procedendo secondo le istruzioni del
fabbricante.
Evitare
inoltre la formazione di bolle d’aria e di sostanze depositate in quanto
influiscono sul risultato
ESPRESSIONE
DEI RISULTATI
Riportare
i risultati in unità di attenuazione di formazina FNU o FTU
-
Se
la torbidità è minore di 1 FNU, con un’approssimazione di 0,01 FNU;
-
Se
la torbidità è compresa tra 1 FNU e 10 FNU, con un’approssimazione
di 0,1 FNU;
-
Se
la torbidità è compresa tra 10 FNU e 100 FNU, con
un’approssimazione di 1 FNU;
-
Se
la torbidità è maggiore o uguale a 100 FNU, con un’approssimazione
di 10 FNU;
Una
ulteriore espressione della torbidità può essere in mg/l di SiO2
tenendo conto della diluizione effettuata sul campione.
Meno
frequente è l’impiego, nella pratica americana, delle unità Jackson (JTU).
Per
comodità nella tabella seguente vengono riportati i fattori di
conversione per le unità più comunemente impiegate.
Tabella
1
- Fattori di conversione per alcune unità di misura della torbidità.
|
|
Unità
Jackson (JTU)
|
Unità
formazina (FTU)
|
Unità
Silice (mg/l SiO2) |
|
Unità
Jackson (JTU) |
1 |
19 |
2.5 |
|
Unità
formazina (FTU) |
0.053 |
1 |
0.13 |
|
Unità
Silice (mg/l SiO2) |
0.4 |
7.5 |
1 |
BIBLIOGRAFIA
Norma
Europea EN 27027 (edizione gennaio 1994) recepita come norma nazionale ISO
7027:1990
V.
Terreni, G. Amandola - Analisi chimica strumentale e tecnica - Masson
scuola ed.1995
REFERTO
DELL’ANALISI
Operatore:
Parametro:
Campione:
Temperatura
acqua:
Riferimento
del metodo impiegato: Determinazione
torbidimetrica
N°
del Parametro secondo G. Uff. 2
Valori
Gazzetta ufficiale:
Valore
limite: 10 SiO2 oppure
4 JTU
Valore
guida: 1 SiO2 oppure
0,4 JTU
Risultati
degli anni precedenti:
-
93/94: --
- 94/95: --
Condizioni
ambientali ed eventuali particolarità rilevate nel corso dell’analisi:
Considerazioni
e operazioni alternative:
I
valori riguardanti la torbidità della Gazzetta UFFICIALE fanno
riferimento all’analisi dell’acqua potabile, di conseguenza i valori
guida (VG) e la conc. massima ammissibile (CMA) non possono venire
confrontati con l’analisi di un corso d’acqua superficiale. Per i
limiti di quest’ultimo bisogna fare riferimento ad una legislazione di
tipo regionale quale il P.R.R.A. Stranamente la determinazione del
parametro torbidità non è segnalata in alcun riferimento legislativo
regionale per le acque superficiali, di conseguenza ci si rifà ad un
raffronto con il riferimento valido per le acque potabili (vedi sopra).
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