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INDICE:
ANALISI
DELLE ACQUE: parte teorica
ANALISI
DELLE ACQUE: parte pratica
TITOLO:
L'analisi
delle acque [PARTE TEORICA]
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1.0
IL CICLO DELL’ACQUA IN NATURA E LE ALTERAZIONI PROVOCATE
DALL’UOMO
Il
ciclo fisico dell’acqua in natura avviene nel seguente modo.
L’acqua del mare, grazie all’energia termica fornita dal sole, evapora
formando le nubi le quali, spinte dai venti sulla terraferma, incontrando
strati atmosferici più freddi, subiscono un processo di condensazione, e
precipitano sotto forma di pioggia e neve.
L’acqua
piovana si satura dei gas dell’atmosfera (azoto, ossigeno e anidride
carbonica, la quale ultima le impartisce una reazione acida), cade sulla
superficie terrestre e in parte sprofonda nel sottosuolo, percolando
attraverso strati porosi di terreno, in parte scorre in superficie
formando fiumi e laghi.
L’acqua
sotterranea scorrendo su strati di terreno impermeabile, riemerge sotto
forma di sorgenti e si riunisce alle acque fluviali e lacustri, facendo
ritorno al mare, ove il ciclo si conclude.
Durante
il percorso nel sottosuolo, l’acqua grazie al suo potere solvente,
scioglie i costituenti del terreno. In alcuni casi si tratta di un
semplice processo fisico, in altri avviene una vera e propria reazione
chimica, come per il carbonato di calcio, la cui solubilità in acqua è
minima. L’anidride carbonica disciolta nell’acqua consente l’attacco
chimico e la dissoluzione del calcare

Ecco
perché nelle acque naturali è presente lo ione bicarbonato.
La
tabella I mostra le particolari sostanze disciolte nelle acque
sotterranee; molti altri ioni possono essere presenti in minime quantità
(stronzio, litio, ferro, manganese, arsenico, ammonio, nitrito, nitrato,
bromuro, ioduro, ecc.).
TABELLA
I - Principali sostanze disciolte
nelle acque naturali sotterranee.
Le
acque naturali di superficie contengono anche sostanze sospese (detriti
argillosi o organici).
L’acqua
del mare contiene nove ioni principali (sodio, magnesio, calcio, potassio,
stronzio, cloruro, solfato, bicarbonato, bromuro) che da soli
costituiscono il 99,5 % della salinità totale, e numerosissimi altri in
minime quantità. Si ritiene che la composizione analitica di tutti i mari
del mondo sia identica, variando solo il grado di diluizione.
Accanto
al ciclo fisico dell’acqua in natura, occorre considerare il ciclo biologico. Le piante assorbono l’anidride carbonica
dell’aria mediante l’apparato fogliare, estraggono dal terreno per
capillarità l’acqua contenente gli elementi nutritivi e grazie sempre
all’energia solare, sintetizzano la sostanza organica ed emettono
ossigeno (fotosintesi clorofilliana).
Gli
animali, al contrario, sono i consumatori (diretti o indiretti) della
sostanza organica prodotta dalle piante secondo il processo di
respirazione nel quale viene emessa anidride carbonica.
Il
ciclo viene chiuso dai microrganismi aerobi del terreno e delle acque
naturali, i quali trasformano i prodotti finali del metabolismo animale,
ed i resti degli stessi animali e delle piante al termine della loro
esistenza, in sostanze minerali, che tornano a far parte dell’ambiente.
Questi
cicli naturali vengono alterati, talvolta gravemente, dalla presenza
dell’uomo e delle sue multiformi attività.
Tuttavia,
poiché l’uomo vive di solito in grandi comunità agglomerate in breve
spazio, uno dei problemi più assillanti è quello del trasporto e dello
smaltimento dei suoi residui fisiologici; tale problema è stato risolto
col mezzo d trasporto più semplice ed economico, ossia l’acqua; da qui
nasce il primo tipo di inquinamento idrico: l’inquinamento
di origine domestico.
La
necessità di evitare i terribili effetti delle carestie, ha spinto
l’uomo a dedicare sempre maggiori cure all’agricoltura, incrementando
l’irrigazione artificiale, producendo fertilizzanti sintetici tratti dal
suolo (fosfati) e dall’atmosfera (concimi azotati), proteggendo le
colture con anticrittogamici, insetticidi, e diserbanti chimici,
sviluppando e razionalizzando l’allevamento del bestiame. Dalle acque
che lasciano i campi risultano così elevate concentrazioni di sostanze
nocive che danno luogo all’inquinamento
di origine agricolo.
Dopo
l’avvento della Rivoluzione industriale, le fabbriche incominciarono a
consumare enormi quantitativi d’acqua per le lavorazioni, i lavaggi, la
produzione di vapore, il raffreddamento, ecc.; buona parte di
quest’acqua è restituita all’ambiente assieme ai residui (disciolti o
sospesi) delle attività lavorative. A ciò si deve la grande diffusione dell’inquinamento
di origine industriale.
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2.0
LA CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE AI FINI ANALITICI.
Di
seguito verranno elencati i
principali tipi di acque che possono essere sottoposti ad analisi chimica.
-
ACQUE TERAPEUTICHE
La
legge italiana impone che sull’etichetta delle bottiglie contenenti
acque medicamentose e da tavola (impropriamente dette “minerali”),
sia riportata l’analisi chimico fisica completa. Pertanto non tutti
i chimici sono abilitati ad eseguire tali analisi, ma solo quelli
appartenenti a laboratori ufficiali.
La
tabella II mostra la classificazione delle acque medicamentose e da
tavola.
TABELLA
II
- Classificazione delle acque medicamentose e da tavola
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-
ACQUE
PER USO ALIMENTARE E CIVILE
I
metodi analitici per eseguire le determinazioni relative a queste
acque non differiscono sensibilmente da quelli impiegati per le acque
minerali, anche se si richiede una precisione inferiore e il numero di
saggi occorrenti è molto minore.
Le
caratteristiche chimiche delle acque destinate al consumo umano sono
stabilite dalla direttiva CEE 80/778 del 15 luglio 1980, recepita
dalla legislazione italiana con il D.P.C.M. dell’8 febbraio 1985 (si
veda la tabella III). Si rammenti tuttavia che il giudizio di
potabilità di un’acqua è di pertinenza del medico e che quindi il
chimico non è abilitato a formularlo.
I
requisiti di qualità per le acque destinate al consumo umano sono da
ricercare nei seguenti punti:
1)
I requisiti di qualità delle acque sono valutati sulla base dei
valori e delle indicazioni relativi ai parametri nella tabella III.
2)
La concentrazione massima ammissibile di ciascun parametro non può
essere superata.
3)
I valori guida costituiscono obiettivi al cui raggiungimento
l'attività amministrativa deve tendere.
4)
Per le acque che subiscono un trattamento di addolcimento sono
specificati, tabella III, i valori della concentrazione minima
richiesta.
5)
I valori che sono indicati nella tabella III devono essere
interpretati per ciascun parametro tenendo conto delle osservazioni
eventualmente riportate nel medesimo allegato.
nota
1
Il D.P.C.M. si omette poiché tale provvedimento è stato
esplicitamente abrogato dal comma 1, art. 22 del D.P.R. 24 maggio
1988, n. 236 al quale si rinvia per la disciplina della materia.
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-
ACQUE
NATURALI NON INQUINATE
Se
si tratta di acque sotterranee, si possono applicare senz’altro i
metodi citati nei punti precedenti.
Se
invece ci si riferisce ad acque superficiali, occorre anzitutto tener
presente che l’analisi chimica di un’acqua si intende sempre
eseguita sul campione accuratamente filtrato.
Se
le sostanze solide sospese presentano interesse, esse vanno separate
ed analizzate a parte, e di ciò va fatto cenno nel referto.
Le
acque di fiume (acque correnti) hanno una composizione chimica simile
a quella delle acque sotterranee, ma sono in generale meno
concentrate.
Nelle
acque di lago (e in genere nelle acque stagnanti) assume importanza
particolare la determinazione dei composti del fosforo e dell’azoto,
per la loro attitudine a provocare indebite fioriture algali, nonché
quella dell’ossigeno disciolto e dei solfuri, soprattutto per gli
strati inferiori (ipolimnio).
L’analisi
dell’acqua marina è molto difficile, a causa dell’alta
concentrazione salina, la quale altera gli equilibri chimici e la
cinetica delle reazioni, per effetto dell’elevata forza ionica.
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-
ACQUE
PER USI AGRICOLI E INDUSTRIALI
Le
acque destinate ad essere impiegate per l’irrigazione dei campi
devono possedere particolari requisiti, soprattutto per quanto
riguarda la salinità totale, che non deve superare certi limiti;
anche il sodio, i bicarbonati e il boro devono essere tenuti sotto
accurato controllo. Inoltre non devono essere presenti metalli
fitotossici.
Normalmente
per l’irrigazione si dovrebbero impiegare acque pulite, ma purtroppo
non sempre ciò accade; ne è un esempio la situazione esistente nella
zona del Lodigiano, ove fiumi e rogge sono gravemente inquinati dai
rifiuti di ogni genere del triangolo Como Varese - Milano.
Pertanto
l’analista dovrà sempre accertarsi della provenienza delle acque,
per mettersi al riparo da possibili interferenze di sostanze
disturbanti.
Per
quanto riguarda l’alimentazione del bestiame, è importante
soprattutto la salinità totale.
Naturalmente,
le caratteristiche richieste per le acque ad uso industriale, variano
notevolmente da tipo a tipo di industria. In generale, tuttavia, si
richiedono acque abbastanza pulite e, quando non è possibile
trovarne, le industrie le sottopongono a trattamenti di depurazione
adeguati.
Anche
qui, come nel caso delle acque per uso agricolo non è possibile
fornire regole fisse per l’analisi; occorre conoscere a fondo
l’origine dell’acqua, il trattamento di preparazione adottato, e
le lavorazione cui essa è destinata.
Un
caso particolare è
quello delle acque per l’alimentazione di caldaie a vapore, e degli
spurghi effettuati nelle medesime; si tratta di acque fortemente
alcaline, ed è importante determinare non solo l’alcalinità
totale, ma anche quella caustica.
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-
ACQUE
RESIDUE
I
metodi da adottare per le acque residue di ogni provenienza
differiscono sensibilmente da quelli adatti alle acque più o meno
"pulite". Anzitutto i parametri fondamentali da determinare
sono diversi; ma anche nella determinazione dei parametri comuni alle
acque "pulite" e "sporche", si seguono a volte
metodi differenti, sia per timore di interferenze, sia anche perché
il significato di un medesimo parametro non è lo stesso nei due casi.
Proprio
per la possibilità di interferenze in questo tipo di acque è sempre
indispensabile conoscere a fondo l’origine dei liquami e, quando si
tratti di residui industriali, occorre sapere quali materie prime
siano impiegate nelle lavorazioni.
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-
ACQUE NATURALI INQUINATE
Se
l’inquinamento è lieve, si ricade praticamente nel caso dell’e
acque naturali non inquinate; si veda al riguardo la tabella, dovuta
alla Royal Commission inglese.
Vi
sono sfortunatamente in Italia esempi di corsi d’acqua il cui
rapporto idrico è costituito principalmente, se non unicamente, da
acque residue non depurate.
Il
chimico incaricato ad eseguire l’analisi deve essere la medesima
persona che esegue il prelievo del campione; in ogni caso lo stesso
chimico deve conoscere perfettamente il fiume o il lago dal quale il
campione proviene, e gli insediamenti urbani, agricoli e industriali
gravitanti nel bacino idrico.
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3.0
OPERAZIONI DA ESEGUIRE SUL POSTO
Agli
effetti dell’attendibilità dei risultati analitici, l’ideale sarebbe
che tutta l’analisi venisse eseguita immediatamente sul luogo del
prelievo. Ciò non è poi così difficile, dato che l’allestimento di un
laboratorio mobile, montato su un camioncino, è oggi alla portata di
qualsiasi pubblica autorità sanitaria.
Tuttavia,
anche quando non sia possibile avvicinarsi a tali condizioni ottime, vi
sono determinazioni che si devono necessariamente eseguire subito. Tra
queste sono da citare la temperatura, il pH , il potenziale redox, il
cloro libero, l’ossigeno disciolto; per quest’ultimo saggio, è
indispensabile procedere almeno alla fissazione del campione, e lo stesso
dicasi per i solfuri. Tra il prelievo del campione e l’esecuzione
dell’analisi deve passare il minor tempo possibile; i campioni in attesa
di analisi devono essere tenuti in frigorifero a temperatura leggermente
superiore a 0 °C, affinché non gelino (per ulteriori informazioni
consultare le allegate norme europee EN 25667-1 ed EN 25667-2 recepite
nella versione italiana come ISO
5667-1 e ISO 5667-2).
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4.0
CAMPIONAMENTO
L’operazione
del prelievo del campione è una delle più delicate dell’intero
processo analitico. Se il campione è alterato, mal prelevato o comunque
non rappresentativo, con conseguenze per quanto riguarda la certificazione
legale o almeno ufficiale.
Anzitutto
i campioni deve essere presi in recipienti perfettamente puliti e con
tappo a tenuta. I recipienti usati sono di materiale diverso in relazione
all’analisi, in quanto ogni materiale può cedere all’acqua le
sostanze di cui è composto. In genere si usa plastica (polietilene), il
vetro (pirex) e l’acciaio inossidabile. Per determinazioni molto
delicate occorrono bottiglie di vetro neutro, lavate con miscela cromica,
poi sciacquate più volte con acqua distillata, ed infine essiccate. Per
determinazioni correnti invece, si possono adoperare bottiglie di
polietilene, lavate con un detergente in commercio, e sciacquate con acqua
distillata. In ogni caso, è opportuno avvinare il recipiente con
l’acqua in esame, prima del prelievo del campione, e riempire quanto più
possibile la bottiglia prima di chiuderla, per evitare che vi rimangano
bolle d’aria.
Quando
la sorgente è accessibile, il prelievo non presenta difficoltà
Per
i fiumi è opportuno prelevare il campione al centro della corrente, a
20-50 cm dal pelo dell’acqua
Nel
caso dei laghi, o comunque di acque non correnti, si devono eseguire
prelievi a varie profondità (per ulteriori informazioni consultare le
allegate norme europee EN 25667-1 ed EN 25667-2 recepite nella versione
italiana come ISO 5667-1 e ISO 5667-2).
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BIBLIOGRAFIA
BIANUCCI
& BIANUCCI - L’analisi chimica delle acque naturali ed inquinate -
Hoepli Editore 1993
TITOLO:
L'analisi
delle acque [PARTE PRATICA]
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OPERAZIONI
PRELIMINARI
Eseguire
una accurata revisione di materiali e delle sostanze che dovranno essere
utilizzate per svolgere l’analisi.
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PARAMETRI
CHE DEVONO ESSERE ANALIZZATI E CRITERI
Nonostante
la Gazzetta Ufficiale n° 236 del 24/05/1988 indichi ben 62 parametri da
tenere in considerazione per l’analisi delle acque, noi studenti della
classe VA chimici abbiamo considerato solo quelli più essenziali, che
possono variare nel tempo e per un possibile confronto con i valori delle
analisi degli anni precedenti 93/94 e 95/96.
Nel
scheda riassuntiva di ogni analisi verranno appunto inseriti i risultati
degli anni precedenti.
Questi
parametri vengono qui sotto elencati e numerati secondo Gazzetta
Ufficiale.
5 TEMPERATURA
6
pH
7
CONDUCIBILITÀ ELETTRICA SPECIFICA
8
CLORURI
9
SOLFATI
11
CALCIO
12
MAGNESIO
13
SODIO
14
POTASSIO
16
DUREZZA TOTALE E SEPARATA
18
OSSIGENO DISCIOLTO
20
AZOTO NITRICO
21
AZOTO NITROSO
24
OSSIDABILITÀ
ALCALINITÀ
Per
ulteriori informazioni si può consultare l’allegato riguardante i
modelli e le frequenze di analisi delle acque destinate al consumo umano.
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CAMPIONAMENTO
Per
il campionamento dell’acqua si segue un procedimento diverso da quello
descritto sulle varie metodiche, conseguentemente alla impossibilità di
eseguire tutta l’analisi completa nell’arco di tempo previsto dalla
legge (o di qualsiasi altro riferimento). Difatti avendo a disposizione
nell’ambito scolastico solo 8 ore alla settimana, rispettivamente 4 il
martedì e 4 il sabato, si correrebbe il rischio di "falsificare" il
referto.
Da
ciò è risultato più opportuno campionare il flusso idrico di volta in
volta da ogni studente e di eseguire una o più analisi, preventivamente
studiate e appartenenti a un gruppo di analiti (es. gruppo 4:ossigeno
disciolto e Ossidabilità).
L’acqua
viene prelevata sempre dallo stesso rubinetto, aperto 30 minuti prima del
prelievo.
Necessario,
anche, tenere conto dei fattori ambientali che in qualche modo influenzano
il campionamento o lo stato dell’acqua; come pressione, il luogo di
provenienza dell’acqua, e la presenza di eventi che ne hanno alterato il
contenuto (es. lavori di manutenzione sulla rete idrica).
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L’ANALISI:
Le
analisi sono state effettuate secondo metodiche diverse acquisite
attraverso fonti di vario genere; quali libri, riviste e riferimenti vari.
Tra
queste fonti le più comuni sono quelle del CNR (Centro Nazionale di
Ricerca), UNICHIM (Ente di Unificazione per il Settore Chimico), ASTM
(American Society for Testing and Materials Bullettin), Standard Methods
A.P.H.A, IRSA (Istituto di Ricerca Sulle Acque) e Gazzetta Ufficiale
Supplemento Ordinario n° 152 del 30/06/1988, DPR 24/05/1988 n°0236.
Ovviamente si lascia al chimico la scelta del procedimento più opportuno
e magari il anche più valido.
In
generale per l’analisi delle acque è vi è una procedura che descrive
le operazioni necessarie che un chimico deve saper riprodurre; ecco lo
schema che li descrive:

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