INTRODUZIONE
Col
termine "antibiotico" si definisce un gruppo eterogeneo di
molecole, prodotte da microrganismi, che inibiscono a basse concentrazioni
la crescita d’altri microrganismi.
Fra
le produzioni industriali di tipo fermentativo, quella degli antibiotici
occupa una posizione di gran rilievo economico e sociale.
Ben
noto è il loro uso nella terapia di malattie dovute a batteri, funghi e
protozoi; più recentemente si è intensificata la ricerca degli
antibiotici ad azione antivirale e antitumorale, tuttavia non si sono
ancora ottenuti in questa direzione risultati di rilievo.
Gli
antibiotici sono usati anche nel settore veterinario e agricolo per
prevenire e curare malattie ad etimologia microbica. Nel settore
zootecnico tuttavia hanno un’altra specifica applicazione, indipendente
dal loro uso antinfettivo: probabilmente causa il loro effetto inibitorio
sulla flora batterica intestinale, producono un aumento del peso degli
animali allevati e sono perciò frequentemente somministrati nella dieta.
Un’altra utilizzazione si ha nel settore della conservazione di derrate
alimentari, che sono trattate con antibiotici per evitarne il deperimento;
è chiaro che negli usi zootecnici e alimentari devono essere limitati e
molto ben regolati per evitare un’incongrua diffusione di questi farmaci
che può avere, come vedremo, gravi conseguenze.
Ricordiamo
infine l’importanza del concetto di tossicità selettiva, che è stato
alla base della ricerca di queste sostanze nel passato e rimane ancora
oggi una costante punta di riferimento.
Un
antibiotico, infatti, deve colpire l’agente infettante senza danneggiare
l’ospite; questo è possibile solo se il bersaglio della molecola è
presente e raggiungibile nel batterio ma non nell’ospite; solo in questo
caso questo è insensibile all’antibiotico.
Attualmente
sono noti circa 3.000 tipi d’antibiotici; di questi il 70% circa è
ottenuto da attinomiceti - soprattutto specie del genere Streptomyces - il
20% da funghi e il 10% da batteri.
Nelle
colonie, spesso colorate, delle specie appartenenti al genere Streptomyces
si distinguono un micelio vegetativo o primario e un micelio aereo, in cui
si ha la formazione delle spore. Questi microrganismi sono classificati
fra batteri in base al tipo d’organizzazione cellulare. Tra i funghi, i
più noti produttori sono i penicillini, che hanno miceli ramificati
costituiti da ife settate bianche e conidi verdi nella specie produttrici
d’antibiotici. Un altro fungo importante per la produzione di
antibiotici è il Cephlosporium. Fra i batteri, il genere più
interessante finora rilevato è, il genere Bacillus.
Non
esiste, almeno per ora, una evidente correlazione fra ceppo produttore e
antibiotico prodotto, che possa aiutare a risolvere il problema del
significato biologico della biosintesi di queste sostanze: il problema
deve quindi essere affrontato a livello più generale. Le ipotesi avanzate
finora sono tre: secondo la prima gli antibiotici sarebbero prodotti di
trasformazione dei metaboliti primari che, alla fine della crescita,
sarebbero presenti in eccesso all’interno della cellula. Tuttavia questo
appare poco plausibile anche perché spesso i precursori degli antibiotici
presenti nella cellula potrebbero essere usati molto più vantaggiosamente
come materiale di riserva, né risulta chiaro perché questi
"materiali" di scarto abbiano attività antibiotica.
La
seconda ipotesi è stata suggerita particolarmente da considerazioni sugli
streptomiceti: questi batteri crescono lentamente e devono competere con
batteri a crescita molto più rapida, potrebbe quindi trarre vantaggio
dalla produzione di sostanze che inibiscono la crescita dei loro
concorrenti. Resterebbe però da chiarire come mai non si trovano in
natura ceppi capaci di produrre quantità elevate di antibiotico.
Una
terza ipotesi prevede che la biosintesi di queste molecole faccia parte di
un meccanismo di regolazione del metabolismo dello organismo produttore;
in determinati momenti, ad es. Durante la sporificazione, sarebbero
prodotte sostanze che bloccano alcune funzioni proprie del microrganismo (
ad es. La replicazione del D.N.A ) e consentono processi nuovi ( sintesi
di una nuova parete, di acido dipicolonico, ecc.). Questa ipotesi trova
conferma nel caso dei batteri sporigeni e degli antibiotici peptidici che
essi producono: i mutanti asporigeni sono incapaci di produrre questi
antibiotici. L’ipotesi trova tuttavia, almeno nei termini precisi
sopraddetti, obiezioni nel fatto che in taluni casi non si è trovata
alcuna funzione regolatrice degli antibiotici, che anzi agiscono solo su
microrganismi diversi e su strutture che mancano nel produttore; inoltre
in alcuni casi si ha produzione di antibiotico non correlata ad un
particolare fase di crescita.
In
conclusione si può escludere dunque che nei vari gruppi di microrganismi
la produzione di antibiotici sia dovuta a fenomeni differenti.
CLASSIFICAZIONE
ANTIBIOTICI
Costruire
uno schema logico di classificazione degli antibiotici, unitario ed
essenziale non è possibile. Si tratta, infatti, di sostanze molto diverse
che sono apparentate solo dalla capacità di inibire, a bassa
concentrazione, la crescita di popolazioni di microrganismi diversi. Come
criterio di classificazione dunque non è possibile quello strutturale,
anche se come si è visto, è possibile raggruppare gli antibiotici
secondo il tipo di biosintesi.
Un
altro criterio di classificazione è stato creato all’interno del
meccanismo d’azione degli antibiotici; questo criterio ha portato a
classificazioni come la seguente:
-
a)
inibitori della sintesi della parte cellulare;
-
b)
inibitori della duplicazione e trascrizione del DNA;
-
c)
inibitori della sintesi proteica;
-
d)
inibitori di funzioni di membrana.
Le
classificazioni rispetto al microrganismo bersaglio, sono molto più
generiche. Abbiamo, infatti:
Quest’ultima
classificazione è utile in clinica, in quanto raccoglie gli antibiotici
in funzione dei microrganismi patogeni sui quali sono attivi.
USI
DEGLI ANTIBIOTICI
Sono
vari gli utilizzi degli antibiotici, qui di seguito sono schematicamente
elencati i più comuni:
| Campo farmaceutico |
Antibiotico e Antitumorale |
| Campo
alimentare |
Conservante |
| Campo zootecnico |
Per ingrassamento degli animali |
Tab.1
- Schema campi di utilizzo degli antibiotici.
-
Campo
farmaceutico: Nel
campo farmaceutico è noto l’utilizzo nella terapia di malattie dovute a
batteri, funghi e protozoi; inoltre ultimamente si è intensificata la
ricerca di antibiotici ad azione antivirale e Antitumorale, nonostante però
non si sono ottenuti risultati ancora del tutto soddisfacenti in questa
direzione.
-
Campo
alimentare: Nel
settore della conservazione di derrate alimentari, esse vengono trattate
con antibiotici per evitarne il deperimento.
-
Campo
zootecnico: Nel
settore zootecnico hanno una specifica applicazione, indipendente dal loro
effetto inibitorio antinfettivo: probabilmente causa del loro effetto
inibitorio sulla flora batterica intestinale, producono un aumento del
peso degli animali allevati e sono perciò frequentemente somministrati
nella dieta.
E’
chiaro che in questo campo come in quello alimentare gli usi degli
antibiotici deve essere limitato e molto ben regolato per evitare una
incongrua diffusione di questi farmaci che può avere, conseguenze gravi
dal punto di vista della assuefazione.
| Classe
chimica |
Classe di antibiotico |
Microrganismo produttore |
Esempi di prodotti commerciali |
Metodo indistriale di produzione |
|
Aliciclici
Tetraciclici
|
Tetracilina |
Strept.
Viridifaciens
Strept.
Aureofacines
Strept.
peucetins
|
Tetraciclina
Adriamicina
Dauminicina
|
Semi-sintetico
e fermentazione
|
|
Aromatici
Fenilici
Chinonici
|
Cloramfenicolo
Rifamicina
|
Strept. Venezuelae |
Cloramfeni-colo
Rifampicina
|
Sintetico
Semi-sintetico
|
|
Peptidi
b-lattamici |
Penicillina
Cefalosporina
|
Penicillium
chrysogenum,
P.notatum, P.rubrum
Cephalosporium
|
Benzil Penicillina,
Ampicillina
Cefalo-sporina C,
Cefalotina
|
Fermentazione
Semi-sintetico
Fermentazione
|
Tab.2
- Esempi di farmaci antibiotici.
CLASSIFICAZIONE
PER SPECIE DI ANTIBIOTICI
Andremo
ora a vedere la suddivisone degli antibiotici. Infatti essi si dividono
in:
-
Penicilline;- Rifampicine;- Tetracicline;- Streptomicine;-
Cloramfenicolo;- Prodotti dal genere Bacillus.
Penicilline
Le
penicilline sono caratterizzate da tre componenti, che sono: un anello
b-lattamico, da un nucleo tioazolidinico e da una catena laterale
variabile. Il nucleo comune delle penicilline si può considerare derivato
dalla condensazione di due amminoacidi: cisteina e valina. La prima
penicillina prodotta a partire dal 1943, è la penicillina G o benzil
penicillina (R1 = C6H5-C H2-).
Tetracicline
Sono
antibiotici derivati dalla naftalene-carbossiamide policiclica. Altre
tetracicline di importanza terapeutica sono elencate, con l’indicazione
dei sostituenti e dell’atomo di carbonio su cui si ha la sostituzione.
Clorotetracilina
(aureomicina) -Cl, pos.7
Ossitetraciclina
(terramicina) -OH,-H, pos.5
Minociclina
-H,-H, pos.6 e -N(CH3)2 pos.7
Esistono
tetracicline naturali, altre ottenibili solo con particolari trattamenti
del terreno di coltura, altre ancora semisintetiche con vari sostituenti
soprattutto in pos. 6 o 7.
Rifampicine
Si
tratta di un gruppo di antibiotici strutturalmente simili, che rientrano
nel gruppo strutturale delle ansimicine, cioè di molecole nelle quali un
nucleo aromatico è ciclizzato mediante una lunga catena alifatica, che
assume una forma ad ansa che si richiude sul nucleo con un gruppo
ammidico. La rifampicina che è la più usata in terapia si ottiene per
sintesi della rifamicina S.
Streptomicina
La
streptomicina, antibiotico amminoglicosidico, ottenuto dallo Streptomyces
griseus, fù uno dei primi antibiotici prodotti industrialmente.
Cloramfenicolo
Il
cloramfenicolo è un derivato dell’acido dicloroacetico, fu ottenuto
inizialmente per fermentazione dallo Streptomyces venezuelae, ma una volta
chiarita la struttura risultò conveniente la sintesi chimica. Non si
ottiene quindi attraverso la fermentazione.
Antibiotici
prodotti dal genere Bacillus
I
microrganismi del genere Bacillus hanno le seguenti caratteristiche:
bastoncelli Gram + , mesofili, sporigeni. Molti di loro producono, alla
fine della crescita esponenziale, antibiotici oligopeptidici, lineari o
ciclici, che sembrano correlati al processo di sporificazione. La sintesi
di questi oligopeptidi (il numero di residui aminoacidi varia da 6 a 15)
non sembra avvenire col classico meccanismo di sintesi proteica.