LE SOLUZIONI CHIMICHE

 

 

Una soluzione è una miscela omogenea liquida nella quale il soluto (solido o gas) è disciolto in un opportuno solvente (liquido).

Nel caso di miscele tra due o più liquidi la scelta del solvente o del soluto è arbitraria. Solitamente il liquido che è presente in maggiore quantità è considerato il solvente.

Il soluto il più delle volte è una sostanza solida quale un sale, un ossido, o un idrossido mentre il solvente è una sostanza liquida che mostra una elevata affinità chimica nei confronti del soluto.

Per esempio l’acqua mostra ottime capacità solventi nei confronti di sostanze con gruppi funzionali in grado di dare legami idrogeno con essa (-COO-, -NH2, OH-, -CHO, ecc..)

Non per niente l’acqua è il solvente per eccellenza ed il liquido più abbondante sulla terra.

Infatti l’H2O  possiede una elevata costante dielettrica (ovvero: il rapporto tra la capacità elettrica di un condensatore che contiene la sostanza in esame e la capacità del medesimo condensatore quando è vuoto) che è in grado di contrastare il legami ionici e covalenti di molti solidi cristallini che costituiscono alcune sostanze, infatti per sciogliere una sostanza ionica in un liquido si debbono superare le forze che legano gli ioni tra loro.

Questo operazione è una vera e propria reazione chimica in quanto si richiede in alcuni casi un investimento energetico (endotermico) e in alcuni un rilascio energetico (esotermico).

Quest’ultimo è quello più pericoloso, ed è associabile alla preparazione di soluzioni acide o basiche diluite da altre più concentrate. In questi casi per evitare il forte surriscaldamento si deve versare il liquido concentrato in un beaker riempito con acqua (sotto cappa con quanti e occhiali protettivi).

 

Un altro fattore che influenza la solubilità è la temperatura. In genere la solubilità dei solidi nei liquidi aumenta con il crescere di quest’ultima.

Una reazione esotermica è favorita da una asportazione di calore tramite bagni di ghiaccio, per esempio.

Mentre una reazione endotermica è favorita da un apporto di calore tramite, un bagno riscaldante.

Di fatto l’effetto termico che si ha nella dissoluzione può considerarsi dovuto a due processi principali, l’uno di disfacimento del reticolo cristallino, che avviene con assorbimento di energia, e l’altro, l’interazione con l’acqua della molecola, o ione, che va in soluzione, che avviene sempre con liberazione di energia.

 

Una soluzione SATURA è una soluzione che contiene la quantità massima di soluto che può sciogliersi in una quantità fissa di solvente ad una determinata temperatura.

Questa quantità è caratteristica  per quel soluto ed è espressa in g soluto/100 g di acqua.

Anche alcuni solventi organici sono utilizzati come solventi, ma solitamente solo per reazioni di sintesi, in quanto non sono molto stabili (hanno p.eb molto bassi) e non sciolgono i solidi ionici per la loro bassa costante dielettrica.

 

LA CONCENTRAZIONE DELLE SOLUZIONI

La concentrazione di una soluzione indica la quantità del soluto rispetto alla quantità del solvente. Essa viene espressa generalmente in unità basate sul rapporto peso/peso o sul rapporto peso/volume (*).

In chimica analitica i modi più usati per esprimere la concentrazione delle soluzioni sono i seguenti:

  • Percentuale in peso (peso/peso)

  • Quantità in peso nel volume (peso/volume)

  • Molarità (peso/volume)

  • Normalità (peso/volume)

Il significato di queste espressioni è illustrato nei paragrafi che seguono. si tenga presente che nella chimica analitica l'unità di misura abitualmente usata per esprimere la massa è il grammo (g) con il sottomultiplo milligrammo (mg).

L'unità per esprimere il volume è il litro (l) con il sottomultiplo (ml o cm3). 

  1. Percentuale in Peso

    La percentuale in peso indica il numero di grammi di soluto sciolti in 100 grammi di soluzione.

     

    Esempio: Una soluzione al 10 % (in peso) di NaCl contiene 10 g di NaCl in 100 g di soluzione, cioè 10 g di NaCl e 90 g di H2O.

     

  2. Quantità in peso nel volume

    Questo modo di esprimere la concentrazione indica il peso di soluto (generalmente in grammi) contenuto in un determinato volume di soluzione. Di solito il volume è 100 oppure  1 litro. Quando il volume è 100 ml, si usa l'espressione, in verità poco corretta, <<percento % in volume>>.

     

    Esempio: Una soluzione  al 20 % di KNO3 in peso/volume è formata da 20 g di KNO3 sciolti in acqua fino al volume di 100 ml.

     

  3. Molarità

    Come è noto, una mole di sostanza è una quantità in peso, espressa in grammi, pari alla massa molare (M.M. o P.M.) della sostanza stessa. Per esempio, una mole di NaOH, che ha P.M. = 23+16+1 =40, è data da 40 grammi di idrossido di sodi; una mole di Ba(OH)2, che ha P.M. = 137+17+17 = 171, corrisponde a 171 grammi di idrossido di bario.

    La concentrazione molare o molarità di una soluzione indica il numero di moli di solute contenute in un litro di soluzione.

    Un soluzione contenente un mole di sostanza in un litro si chiama soluzione molare e si indica con M; le soluzioni che contengono due, tre, ..., moli per litro si indicano con 2M, 3M, ...Le soluzioni che contengono un decimo, un centesimo,..., di mole per litro, si indicano con 0,1 M, o,o1 M, ...

     

    Esempio: 1) Se si prende una mole di NaOH (cioè 40 g) e si aggiunge H2O fino a raggiungere il volume di un litro, si ottiene una soluzione molare di idrossido di sodio, che si indica con NaOH M.

    2) Se si pesano 2 moli di NH4Cl (107 g) e si sciolgono con H2O fino al volume di un litro, si ottiene una soluzione doppio-molare di cloruro ammonico, che si indica con NH4Cl 2 M.

     

    In analisi è molto importante il fatto che volumi uguali di soluzioni di ugual molarità contengono un ugual numero di moli.

    Il numero di moli (n) contenuto in un determinato volume di soluzione è dato dal prodotto  della molarità (M) per il volume espresso in litri (v)

     

  4. Normalità

    Per ogni sostanza si può definire un peso <<equivalente>>, che è un numero uguale al peso molare diviso per un numero intero, variabile per ogni sostanza secondo la reazione che si considera.

    Il peso equivalente di un acido è dato dalla massa molare dell'acido diviso per il numero di ioni H+ sostituibili;

    Il peso equivalente di una base è dato dal peso molare della base diviso per il numero di OH- sostituibili.

     

    Esempio: Nelle reazioni del tipo seguente:

    HCl + NaOH = NaCl + H2O

    KOH + HNO3 = KNO3 + H2O

    CH3COOH = NaOH = CH3COONa + H2O

    Il peso equivalente di HCl, HNO3, NaOH, KOH e CH3COOH è uguale al peso molare, cioè P.Eq. HCl = 36,45; ecc.

    Nella reazione:

    H2SO4 + Ba(OH)2 = BaSO4 + 2H2O

    il peso equivalente di H2SO4 e di Ba(OH)2 è uguale alla massa molare diviso due; cioè:

    P.Eq. H2SO4 = 98/2 = 49;                        P.Eq. Ba(OH)2 = 171/2 = 85,5;

     

    Il peso equivalente di un sale non ossidante è uguale al peso molecolare del sale diviso per il numero delle cariche positive (o negative dei suoi ioni).

     

    Esempio: Il peso equivalente del cloruro di bario, BaCl2, sale formato da un catione bivalente e da due anioni monovalenti, è uguale al peso molare diviso per 2; cioè:

    P.Eq. BaCl2 = 208/2 = 104

     

    Il peso equivalente di una sostanza ossidante o riducente è uguale al peso molare diviso per il numero di elettroni che vengono scambiati nella reazione di ossidoriduzione cui la sostanza partecipa.

     

    Esempio: Il permanganato potassico in ambiente acido reagisce secondo la equazione schematica:

    MnO4- + 8H+ + 5 e- = Mn2+ + 4H2

    pertanto il peso equivalente del KMnO4 è uguale al peso molare diviso per 5; cioè:

    P.Eq. KMnO4 = 158/5 = 31,6

     

    Dalla definizione di peso equivalente deriva la definizione di grammo-equivalente.

    Il grammo equivalente o equivalente di una sostanza (abbreviato  eq)è una quantità di peso (espressa in grammi pari al peso equivalente della sostanza stessa.

    Un sottomultiplo dell'equivalente (eq) è il milliequivalente  (meq), pari a 0,001 eq. Quindi si ha: meqHCl = 36 mg e così via.

    Come il numero di moli di una sostanza si ottiene dal peso della sostanza (espresso in grammi) diviso per il peso molecolare, così il numero di equivalenti di una sostanza (espresso in grammi) diviso per il peso equivalente.

    La normalità  di una soluzione indica il numero di equivalenti di soluto sciolti in un litro di soluzione. Una soluzione contenente un equivalente di sostanza in un litro si chiama soluzione normale. e si indica con N.